TESTIMONIANZE - TACCUINO DI VIAGGIO
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MESSA IN PIEGA - 3 TELEMARKER CHICKS IN GIRO PER IL MONDO

“MESSA IN PIEGA…”

Un insolito luogo d’incontro per le “ri-flessioni”  di alcune tra le nostre migliori esponenti del telemark al femminile…..

 

                              Testo : Silvia VITTON e Claudia CAGLIANO

     Telemarker : Silvia VITTON , Claudia CAGLIANO, Elisa BREZZO

 

Silvia: “ Ciao Claudia, anche tu qui?  Quanto tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo viste…. cosa fai di bello?”

Claudia: Ciao Silvia , devo fare la messa in piega, mi aspetta una serata mondana…

S: Anch’io , certo che con gli sci non abbiamo bisogno di nessuno che ci “metta in piega”, è la nostra posizione naturale!

C: E’ vero, ma dimmi, cosa hai combinato dopo la Norvegia? Quel nostro viaggio in barca a vela e telemark alpinismo è stato davvero mitico.

S: Beh, purtroppo io non ho avuto molto tempo per fuggire in luoghi ameni e comunque l’anno scorso la “poudreuse” era talmente perfetta qui in Val di Susa da non invogliarmi certo a cambiare.

C: La Norvegia …che nostalgia, ci torniamo? Tutte le volte che racconto alle amiche i particolari della nostra avventura mi prendono per “wonder woman”, ma non sanno che è soltanto la passione per il telemark che rende la fatica della salita un divertimento, specialmente quando la discesa in powder parte dalla cima ventosa della montagna ed arriva al mare, dove ti aspetta una barca a vela con il pesce appena pescato e cucinato per la cena.

S: Montagna al mare: questa è stata l’emozione più grande, togliersi gli sci con intorno il profumo di pesce essiccato e sciolinare sul pontile tra un salvagente e una gomena.

Comunque per fortuna non avevamo la gonna in quei giorni, hai mai provato ad andare in fresca con il costume d’epoca? Meno male che una volta usavano i mutandoni di flanella sotto quelli di pizzo perché ti assicuro che là sotto la neve è ancora più …fresca!

C: Certo che ho provato! Purtroppo questo è un limite per le telemarker nostalgiche:  eccetto che durante le manifestazioni in costume, è dura sciare con la gonna e la cuffia in testa.  Forse una volte le donne erano più toste.

S: Erano altri tempi, non penso sciassero molto. Noi siamo più fortunate, la tecnologia ci aiuta e possiamo approfittare di queste distese bianche per puro e totale divertimento. A proposito, sai che anche Raffa e Cla hanno cominciato ad uscire dalle piste battute, ormai non le ferma più nessuno, ancora qualche tempo e potremo organizzare uscite di sole donne.

C: Sarebbe bello, magari in Alaska , dove a Valdez sono stata la prima “femmena” a fare heliski  in telemark, almeno così mi hanno detto le guide festeggiandomi all’arrivo di una discesa immacolata di 1400 metri di dislivello.  E per giunta non ero ancora attrezzata e avevo un misero paio di grissini da pista! Forse sono stata la prima solo perché tu ti sei fatta male 6 anni fa, proprio il primo giorno, prima di poter cambiare attrezzo e passare dal surf al telemark. Di certo le donne lassù sono considerate come animali rari se non estinti! L’Alaska è davvero l’ultima frontiera, meravigliosamente e crudelmente selvaggia e in questo sta il suo irresistibile fascino, che mi ha stregato per sempre. Sono già tornata e più volte ritornerò.

S: E sì, la magica Alaska!  E che mi dici dello Utah? Non ci sei stata di recente?

C: Sì, da quando ho scoperto il telemark in neve fresca, non mi ha fermato più nessuno: Cile nel ‘98, Alaska nel ’99, Utah nel 2000, Alaska di nuovo nel 2001, e infine la Nuova Zelanda per il viaggio di nozze, è stato fantastico!

In Cile sono partita con il mio ex fidanzato (leggasi mio attuale marito) per una vacanza estiva, che ci ha portati a solcare le nevi di Termas de Chillan, sempre con lo stile all’antica: di donne nemmeno l’ombra ma in compenso abbiamo incrociato dei telemarker spagnoli alle prime armi. Non  ho trovato una neve fantasmagorica, ma i paesaggi hanno un che di affascinante e misterioso e sicuramente non potrò dimenticarmi le genuflessioni sul vulcano di Villarica, come zucchero a velo su un pandoro di cioccolato lavico, con vista lago. Ero imbottita di antibiotici perché mi avevano ricucito il mento qualche giorno prima, ma non avevo le allucinazioni, piuttosto sembravano averle i cileni alla vista dello strano attrezzo che portavo ai piedi.

S: Che bello, la prossima volta ci andiamo insieme e facciamo una vera e propria squadra di telemarkers femmine! Che caldo questo phon, è davvero una tortura! E cosa mi racconti del tuo ultimo sogno?

C: Ah sì la Nuova Zelanda, meta tanto anelata e finalmente conquistata, insieme a colui il quale in origine mi iniziò all’antica arte del tallone libero, ex lupo solitario di montagna, divenuto un po’ orso visti i ripetuti viaggi in mete gelide, che scoperto un esemplare femminile capace di praticarla decise di convolare a debite nozze. E sai di chi sto parlando quindi converrai con me, almeno sull’orso!

S: Più che orso, lupo… con il matrimonio ha perso il pelo (visti i 40 anni suonati) ma non certo il vizio e ti ha trascinato al freddo nel mese di Agosto?

C: Macchè, la Nuova Zelanda era il mio capriccio e, anche se la neve non era caduta certo in abbondanza, ci siamo divertiti un mondo. Anche a Mount Cook ho avuto le mie soddisfazioni e le guide si sono date da fare per trovarmi un paio di sci da telemark, oggetto pressochè sconosciuto tra i kiwi. Fantastico: il Tasman Glacier in due, in piega, con il sole a palla e i riflessi azzurri delle caverne di ghiaccio!

S: Che invidia, io scio tutto l’inverno ma trovarsi in queste condizioni d’estate deve essere magnifico.

C: Puoi ben dirlo, non so nemmeno perché sono tornata.

S: Dovremmo organizzare un “teledonna” da qualche parte, lo diciamo anche ad Elisa , lei è forte!

A proposito l’ho incontrata pochi giorni fa, è stata la La Grave subito dopo una nevicata. Ho visto le foto, da non crederci. Pensa che a fine giornata quando tutti erano in rifugio a mangiare e bere lei ha continuato ad oltranza con due amici piegando e tracciando da cima a fondo senza sosta…boia chi molla!  E fra pochi giorni sarà ad Aspen, la fetente! La chiamo appena torna così ci facciamo del male…..

C. Opps… purtroppo la messa in piega (quella della “pennoira”)  è terminata e devo proprio scappare...ti saluto …ci sentiamo.

S: Davvero un posto insolito dove incontrarsi, non ti pare?

C: Direi di sì, soprattutto considerato che tutte e due ci veniamo una volta all’anno quando va bene a fare la “messa in piega”, anche perché per la “piega” vera sono sufficienti due  elastici colorati… una coda di cavallo,  due treccine e via a divertirsi all’impazzata giù dai plateau di powder! Alla prossima piega, questa volta tutta al femminile!